acropora spp

acropora spp

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Descrizione

Piccolo Antozoo ermatipico coloniale, appartenente all’ordine dei Madreporari o Scleractinia, famiglia delle Acroporidae; endemico nel Mar Rosso, nell’Oceano Indiano, nell’Oceano Pacifico.
La colonia è formata in genere da moltissimi piccoli polipi, ognuno dei quali è ricoperto da un tubo poroso di carbonato di calcio, detto corallite, a sua volta ricoperto dalla mesoglea comune, vestigia dell’ombrello della medusa originaria che per successive gemmazioni ha dato origine alla colonia; in cima al corallite si apre l’apertura orale circondata da una corolla di piccoli tentacoli urticanti.
L’insieme di tutti i coralliti, saldati insieme forma lo scheletro calcareo della colonia, dalla tipica forma a cuscino con sporgenze simili a dita molto lunghe e sottili che si protendono radialmente in ogni direzione, molto simile a quella dell’Acropora humilis, rispetto alla quale l’A. nasuta ha un aspetto più compatto ma irregolare mentre le formazioni “a dito” sono più piccole e sottili, molto frastagliate e, a volte, si ricongiungono; lo scheletro calcareo è nell’insieme molto leggero, friabile, completamente ricoperto dal cenosarco su cui si aprono le aperture orali dei singoli individui, ben distinte le une dalle altre, circondate da una corolla di piccoli tentacoli urticanti
Il cenosarco è generalmente di color ocra, crema, o verde con le punte azzurre, viola o blu; il colore è molto variabile per la quantità di alghe simbionti della specie delle Zooxantelle, più o meno presenti.
I tentacoli risultano sia molto urticanti che molto adesivi in quanto sono fittamente ricoperti sia da cnidociti adesivi: spirocisti, sia da cnidociti urticanti: nematocisti.
Le condizioni ideali per questo corallo duro sono rappresentate da un acquario di barriera ben avviato, con una forte illuminazione, fornita da preferibilmente da lampade ad alogenuri metallici; comunque le colonie, se collocate vicino la superficie dell’acquario, possono prosperare anche sotto lampade fluorescenti T-5.
Nelle giuste condizioni, il tasso di crescita di questo è molto più rapido rispetto alla maggior parte degli altri coralli duri che si trovano in un acquario di barriera.
Per ottimizzare la permanenza in acquario di questo Antozoo, più delicato degli altri della sua famiglia, è indispensabile mantenere un pH elevato ed elevati livelli di calcio e stronzio, mantenere, inoltre, i livelli di fosfati e nitrati il più vicino possibile allo zero.
Sono quindi indispensabili un potente filtraggio, operato sia con materiale biologico sia con resine adsorbenti, frequenti ed abbondanti cambi di acqua, con sifonatura del fondo e regolari aggiunte di oligoelementi, specialmente a base di Calcio e Stronzio, e bioelementi.
Insieme con l’illuminazione e la qualità dell’acqua, i coralli A. nasuta preferiscono un forte flusso d’acqua intermittente all’interno dell’acquario.
Se le condizioni sono ideali, si può anche formare una nuova colonia da piccoli frammenti viventi, prelevati da una colonia più grande, ed incollati ad un supporto inerte con gli appositi mastici.
Generalmente questi Antozoi ricevono la maggioranza dei loro bisogni nutrizionali dalla fotosintesi clorofilliana, ma potranno sicuramente beneficiare dell’aggiunta di vari tipi di fito e zooplancton liofilizzato o, meglio ancora surgelato, fatto rinvenire qualche minuto in acqua, preferibilmente la stessa dell’acquario, da spuzzare con una apposita siringa addosso alla colonia.
Appartenendo all’ordine dei Madreporari è soggetto a limitazione nell’importazione, necessita infatti di un certificato C.I.T.E.S., ma per la sua robustezza e la facilità dell’allevamento è comunque abbastanza consigliabile anche per un acquariofilo alle sue prime esperienze con l’acquario di barriera.

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